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    May 31

    "PLAYING"

    La rassegnazione é un vestito troppo stretto. il problema non é l'inutilitá.
    il problema è accettare tutto quel che ne consegue. una cosa conforta,
     LO ZERO.
    è perfetto. rotondo, inattaccabile, indivisibile. se non hai niente da perdere, il gioco diventa facile. con questo presupposto puoi anche vincere. ma allora non è piú importante.

    "THE GAME OF LIFE"
    May 30

    urka.

    giornata stramba, stronza direi.
    ora ho addosso una vecchia t-shirt, bianca, morbissima, ho sciolto i capelli e sto per spegnere la luce.
    solo quella vera, quella a fianco al mio cuscino.
    l'altra non la voglio spegnere. e vorrei poter decidere di non spegnerla.
    parlo con te e ragioniamo se mi sto impegnando o no, se riesco o meno, se faccio abbastanza oppure il contrario.
    dico che di solito si riesce, anche se con sudore e sangue, a raggiungere un obiettivo se questo obiettivo, imposto o suggerito da noi stessi o da altri, ci piace, ci interessa. decisamente piú complicata si fa la faccenda se l'obiettivo é puramente razionale, lontano dai tuoi veri desideri e vicino soltanto ad quel 'buonsenso', a volte cosí ingombrante e fastidioso.
    se il tuo 'vero' obiettivo é l'esatto contrario.
    se é piú che altro una pulsione e non un traguardo.
     
    paradossale illogico malsano.
    che palle. ma chi l'ha detto?
    obiettivi lungimiranti.
    che palle.
    buonsenso.
    che palle.
    sembrare pesante o stupida solo perché piena di qualcosa dentro, solo perché capace di provare qlcosa di vivo che circola e fa comunicare corpo mente e cuore.
    che palle.
    difendersi e giustificarsi.
    che palle.
    limitarsi nei gesti e nelle parole perché sennó...
    che palle.
    cosí non mi piace.
    cosí non sono io.
    luce spenta.
     
     
     
    May 27

    Posted by_ANNA_ 'quando canto'

    "...
    stacco la spina, non c’e niente oltre me, la mia voce e la musica da seguire.
    Mi piaccio, sono bellissima quando prendo la nota che credevo di non raggiungere.
    Sudo, il mio corpo si contrae, la mia testa è concentrata, fino a quando la canzone non entra nelle mie vene e allora la canto liberamente. E a quel punto sta la gioia. È come affrontare una salita difficile e raggiunta la vetta…riprendere respiro e ammirare il panorama che ci circonda. Tanta fatica per…tutto! E nel tutto si trova l’amore per me e per tutto quello e tutti quelli che mi appartengono. La soddisfazione di raggiungere un obbiettivo da sola, tolto tutto il marcio che condisce solitamente la ricetta del successo nella vita di tutti i giorni.
    Solo io, me e me stessa. Non è sempre solo una vittoria: ci sono i traguardi che si raggiungono, quelli che si raggiungeranno e quelli irraggiungibili. I primi rendono felici e danno la carica per partire alla volta dei secondi. Questi vengono posticipati in attesa che lo  ‘strumento’ sia in grado di affrontare la sfida. E il bello sta proprio qui nell’allenamento, nella preparazione. E gli ultimi che riguardano i miei limiti. Anche questi aiutano. Prendere coscienza dei propri limiti non significa per forza qualcosa di negativo. Non si può fare tutto, sempre. Se sei una persona ottimista, sapere fino a dove puoi spingerti ti aiuta a goderti le piccole vittorie e a essere felice per quello che puoi fare e non a concentrare il tuo dispiacere su quello che non puoi ottenere.
    È un momento tutto mio, nel quale mi diverto, nel quale faccio progressi che aumentano la mia forza, che modificano il mio carattere, che portano il mio ragionamento ad evolvere di continuo. A capire le cose che a volte non mi sono chiare e a cambiare opinione quando penso di aver sbagliato. Mi rilassa, mi da modo di sfogarmi, a volte di urlare , altre di sussurrare.
    Se poi le parole che pronuncio hanno un significato particolare, spesso mi accorgo di sorridere per i pensieri che condivido e di rattristarmi per le parole che mi feriscono. Che mi rivoltano gli organi perché riportano alla mente momenti e pensieri. Ma anche questo ha il suo lato positivo. Le emozioni, gioie o dispiaceri, devono essere rielaborate. Per consentirci di superare i dolori e provare a conservare solo il buono che hanno eventualmente suscitato. O comunque per archiviare nella mente la potenza dell’esplosione  che è avvenuta dentro di noi in seguito a una brutta esperienza. Oppure per ricordare le gioie.
    Spesso sembra che un dolore abbia più intensità di un piacere. A me da quest’impressione. Se mi concentro è proprio così. Forse dipende dal momento che si sta vivendo, forse è solo perché il dolore dura sempre più a lungo di una gioia. Non so se sono in grado di dare una valutazione definitiva. C’è anche il risvolto della medaglia. Perche se poi penso a una piacere immenso, dimentico in un attimo il peggior dolore. E nel momento in cui soffro richiamo dalla memoria qualcosa di piacevole per addolcire la sofferenza."
    May 25

    l'arte di perdere

     
    perdere il conto
    perdere il controllo
    perdere conoscenza
    perdere il sorriso
    perdere fiato
    perdere il filo
    perdere l'abitudine
    perdere tempo
    perdere la testa
    perdere te
    perdere l'occasione
    perdere la rotta
    perdere peso
    perdere di vista
    perdere la faccia
    perdere la pazienza
    perdere la partita
     
    May 23

    ognuno ha il proprio animale, domestico o selvatico

    L'ANIMALE  Franco Battiato
     
    (animale...ami-male... hehe lapsus)
     
     
     
    Vivere non è difficile potendo poi rinascere
    cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità.
    Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
    mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
    ch' è meglio se sto solo...
    Ma l' animale che mi porto dentro
    non mi fa vivere felice mai
    si prende tutto anche il caffè
    mi rende schiavo delle mie passioni
    e non si arrende mai e non sa attendere
    e l' animale che mi porto dentro vuole te.
    Dentro me segni di fuoco è l'acqua che li spegne
    se vuoi farli bruciare tu lasciali nell' aria
    oppure sulla terra.
     
     

    zegamentalecolorcacchina-comecazzosto?

    ...io che non ho mica insistito a volerlo pubblicare,

    tu che continuavi a dire nonononono...(solo questione di abitudine, I believe.  ....I can fly??? hehe)

    mmm

    lo so. alla fine quella tua pagina bianca o schizzata d'inchiostro é entrata qui nel blog...... tu deciderai se lasciarla o toglierla.

    Dopo una serie di disquisizioni sui MICA e i MANCO...

    ECCO LE TUE PAROLE.

    Ci sono giorni o meglio periodi in cui mi sembra di sapere tutto, di avere tutto, tutte le risposte, mi sento un portento, indipendente dalle cose e le persone che mi circondano. Mi sembra quasi che siano gli altri a dipendere da me, dai miei consigli, dalle  mie battute, dal mio affetto, dal mio modo di fare sesso. In questi momenti sembro quasi in preda a un delirio di onnipotenza.

    Altre volte, la questione si ribalta specularmente, non so nemmeno se sono sempre io; forse sono proprio io e non sono io quell’altra. Beh, in quei momenti in cui sono ‘Mr Hyde’, non solo non ho più le risposte, non so nemmeno più quali siano le domande. Divento dipendente da tutto quello che meno meriterebbe il mio interesse. Vado alla ricerca di qualcosa che mi dia sicurezza, ma che so non essere neanche lontanamente quello che mi renderà veramente felice.

    Ma in realtà che cazzo voglio sapere, anche adesso e quando mi accorgo di essere l’opposto di quello che ero un minuto prima. Perché devo sempre trovare una spiegazione, una motivazione logica. Perché posso accettare alcune situazioni che non capisco, prendendole così perché a volte ‘è così, punto’, ma comunque non riesco a smettere di cercare quello che si nasconde dietro

    Maledetta convinzione che ogni gesto dipenda da una situazione già vissuta e dal risultato dell’agire in quell’occasione. E allora l’istinto dov’è?

    Eppure ci sarà stata una prima volta,no? Sono solo io a non averlo (l'istinto), a non ricordarmi come sono arrivata a reagire quella ‘prima volta’?

    O semplicemente non me lo ricordo e lo posseggo, ma proprio in quanto ‘istinto’ e pertanto scollegato dalla ragione e dalla memoria , non mi rendo conto di averlo e di utilizzarlo.

     
    ORA PROVO A LANCIARE UN PICCOLO SONDAGGIO... (!)
    CREDI NELL'ISTINTO? TUO E/O ALTRUI?
    May 21

    pensieri rubati e un-regalo-da-lontano

    pensieri non-miei
    che mi hanno fatto pensare...
     
     
    in realtà certe date uno le adopera come spartiacque. da oggi cambio tutto, prometto di esser buono. basta, non fumo più. da domani si smetto di far così. cazzate. la totalità dei cambiamenti son decisi altrove, fuori da te. i colori della vita uno non li compra. glieli danno. al massimo può correggere un po' la tonalità. di solito ottiene un lieve color cacchina.
    -----------
    molti di quelli che scrivono sono persone molto noiose. così noiose che nessuno vuole ascoltarle. allora si mettono a raccontare le loro cose a una pagina bianca. quella non può scappare alle loro dabbenaggini. se la carta potesse reagire, si vedrebbero in giro molte facce schizzate d'inchiostro. tu scrivi col computer. al massimo rimarrai fulminato dalla tastiera. a pensarci bene te lo meriteresti. o me lo merito pure io?
     
     
    ...da lontano lontano. ma piú vicino di quanto tu possa credere. grazie...
     
     
     
     
     
     
     
    May 19

    sa-ra-ci-ne-sca

    "BUSSAI A QUELLA PORTA, CON QUELLE 2 PAROLUCCE, SENZA SAPERE COSA MI ASPETTASSE....
     
    TROVAI EVIDENZA.
    e altre 2 parolucce.
     
     
    NESSUN ACCESSORIO.
    NESSUN GIRO DI PAROLE.
    NIENTE DI NIENTE."Ti amo
    May 17

    Lineare.

     
    Conversazione immaginaria. O non, come preferite voi.
     
    lei: ...era solo per dire che, sí insomma qualche volta ci riesco. Sapere di essere il ricordo sfuocato di qualcuno, a magari proprio un pensiero rimosso. E non soffrirci, non dare peso alla cosa. Aspiro al cinisco ascetico, direi un progetto a lungo termine. un'arma ben calibrata. Arrivare a godermi il lusso della freddezza e del distacco. Ferire fino al sangue, senza lasciare traccia. Valutare quanto si possa essere velenosi sugli altri, anche se per ora le nostre vene hanno ancora meno resistenza. Pretendere attenzione, per poi non farne assolutamente nulla. attenta ad ogni critica altrui e ad ogni contraddizione mia....
     
    lui: io non credo alla freddezza costruita. La freddezza é un talento. o ce l'hai dalla nascita o niente. Che poi non la definirei nemmeno talento, visto che non é una caratteristica che apprezzo.
     
    lei: non so... credo invece che ogni tratto caratteriale sia creabile o modificabile. Almeno in parte. Altrimenti non avrebbe senso sbagliare, correggersi, crescere. E credo fortemente nella gestione delle sensazioni, nel distacco che permette di razionalizzare la realtá e le scelte. Ogni forma di costruzione mentale, o anche solo il progetto potenziale, puó essere un modo per capirsi meglio. E magari cambiare, in meglio o in peggio. dipende...
     
    lui: resto della mia idea. Quando é artificiale, é solo una posa. Non serve, anzi peggiora le cose. Ti imbruttisce.
     
    lei: ma anche la pazienza si impara, si costruisce. Col tempo e le ferite. Le virtú richiedono esercizio, tutte quante. O no??
     
    lui: infatti esercizio significa allenamento di qualcosa che giá esiste, in questo caso che giá esiste in te.
     
    lei: ma la freddezza é in tutti, basta coltivarla. é istinto di difesa, di autoconservazione. Come la cattiveria, l'impulsivitá: in certi caratteri é magari meno percettibile, non per questo assente.
     
    lui: o ce l'hai o non ce l'hai. Perché sforzarsi a cercare, a trovare, ad ingrandire una parte di te che magari é destino, o é giusto, o semplicemente natura, che non ti appartenga? Non concentrarti a creare quel buio intorno a te. La luce é bella. Assurdo dire che non mi importa, quando mi importa eccome.
         
    lei: ............beh, io credo che ne valga sempre la pena provarci. A cercare il buio, a erigere muri, che aiutino a non coinvolgersi. Non so, forse é solo il cielo di oggi che mi fa pensare cosí....
     
    lui: il bello di certe cose é che non succedono mai.
     
     
     
     
     
    May 15

    matisse

     DELICATE
     
     
    We might kiss when we are alone
    When nobody's watching
    We might take it home
    We might make out when nobody's there
    It's not that we're scared
    It's just that it's delicate

    So why do you fill my sorrow
    With the words you've borrowed
    From the only place you've know
    And why do you sing Hallelujah
    If it means nothing to you
    Why do you sing with me at all?

    We might live like never before
    When there's nothing to give
    Well how can we ask for more
    We might make love in some sacred place
    The look on your face is delicate
    ( damien rice)

    serenovariabile

    sole, pioggia, poi di nuovo sole, capelli arruffati, libri lasciati a metá, male agli occhi, desideri abbozzati, solo sorrisi a labbra chiuse. la corrente fa sbattere la porta continuamente.
    c'é una possibilitá
    su un milione.....
    ho il fiato corto.
    May 12

    teatridivita

        non ho bisogno di denaro.
    Ho bisogno di sentimenti,
    di parole, di parole scelte sapientemente,
    di fiori detti pensieri,
    di rose dette presenze,
    di sogni che abitino gli alberi,
    di canzoni che facciano danzare le statue,
    di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....

    Ho bisogno di poesia,
    questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
    che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

    Alda Merini
    May 11

    a me piace

    il gelato al fiordilatte. a me piace guardare gli aerei che passano vicini, la loro scia che taglia l'azzurro, sentirne il rumore quando leggo o scrivo. a me piace il silenzio con cui mi rispondo e di cui mi circondo, se sono felice. a me piace sorridere per le cose piccolissime, e mi piace quando rimango senza fiato. mi piace addormentarmi spontaneamente al fianco di qualcuno. a me piacciono il viola, il verde e i pois. mi piace osservare la torta nel forno, mentre cambia forma e colore. vorrei essere quel particolare piccolo ma cosí carino che a ogni volta che te lo metti addosso, hai quella dolce sensazione di piacere. mi piacerebbe veder sparire le cose che non voglio con un battito di ciglia. vorrei profumare di vaniglia. mi piacerebbe non lanciare piú sassi nell'acqua per vedere come si increspa. e per una volta solamente osservare, rimanendo immobile. a me piace sentire dentro la musica, anche quella di un bacio.
    May 10

    MAI

    vane pretese.
    nemmeno pretese.
    vane 'pensate'.
    capire che ore sono quando l'orologio non ha le lancette.
     
     
     
     
    May 09

    di passaggio con un joystick

    A volte sembra proprio un videogioco.
    Dimenticavo il soggetto: la vita.
    Assurda. Divertente. Pericolosa.
    -nemici-alleati-armi-vittorie-sconfitte-labirinti-percorsi-punteggi-ostacoli-traguardi-
    Start e GameOver
    Complimenti hai vinto! e Sorry try again.
    dov'e l'uscita?   
     
    May 07

    una scatoletta blu

     

     

    "i sogni sono liberi

    e poi che male c'é?"

    "mani in tasca e una domanda. se l'amore é un gioco, quali regole ti dai?"

     
    May 06

    just take me away

    DIREI PERFETTA COME CANZONE DELLA DOMENICA. continua a non piacermi la domenica. 

    chiamatemi Eco

    narcisi  Narcisi e Sbarre. 
    "that little tent of blue / Which prisoners call the sky"  (oscar wilde)

    ("Eco e Narciso", John William Waterhouse)

    May 05

    nullamiBasta nullamiGuasta

    la
    bellezza
    delle
    coseimmagine